Túrin Turambar

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Il suo soprannome significa Padrone della Sorte.

Altri nomi o soprannomi di Túrin: Neithan (l’Offeso), Gorthol (Elmo terribile),Agarwaen figlio di Úmarth (L’insanguinato, figlio di Malasorte), Adanedhel (Uomo-elfo), Thurin (Il segreto), Mormegil (La spada nera).Túrin, figlio di Húrin Thalion (della casata di Hador) e Morwen, aveva una sorella minore, Urwen, soprannominata Lalaith (Riso), la quale morì in tenera età per una pestilenza.Dopo la cattura di Húrin a seguito della Nirnaeth Arnoediad, Túrin rimase con sua madre Morwen, che lo nascose, proteggendolo dagli Esterling che Morgoth mandò nello Hithlum come ricompensa per i loro servigi.All’insaputa di Túrin, Morgoth scagliò una tremenda maledizione contro Húrin e tutta la sua famiglia, le cui conseguenzesegnarono tutta la vita di Túrin: a causa di questa maledizione, nulla di ciò che il figlio di Húrin avrebbe fatto si sarebbe volto verso il bene; anzi, sarebbe diventato solo fonte di male, sciagura e disperazione per lui e tutti i suoi cari. E Húrin fu costretto ad assistere, giorno per giorno, attimo per attimo, alla rovina del figlio e di tutta la sua casata. Tuttavia mai si disse che abbia implorato mercé per sé o per altri.All’età di sette anni, fu mandato da Morwen nel Doriath dove il Re elfico Thingol lo accolse e crebbe come un figlio. Poco dopo nacque la seconda sorella di Túrin, Nienor (Lutto).Crescendo nel Doriath, Túrin strinse inoltre amicizia con Beleg Cúthalion, combattendo insieme a lui contro gli orchi presso le frontiere del Doriath.Una volta libero dall’incantesimo di Glaurung, Túrin partì immediatamente alla ricerca della madre e della sorella, abbandonando così al suo destino Finduilas (nonostante Gwindor, morente, gli avesse profetizzato poco prima che la sua sola speranza di sfuggire al Fato di Morgoth era di trovare e salvare Finduilas).In realtà Morwen e Nienor si erano rifugiate tempo addietro nel Doriath; tuttavia, appena avuta notizia della distruzione di Nargothrond, vollero partire immediatamente alla ricerca di Túrin. Glaurung, che aveva nel frattempo fatto delle rovine del Nargothrond la sua tana, intercettò ed attaccò le due dame, e a nulla valse la nutrita schiera di valorosi elfi che le scortavano: nella confusione della battaglia Morwen fu trascinata via dal suo destriero impazzito, e scomparve; Nienor si trovò faccia a faccia col drago, e quest’ultimo col suo sguardo colpì la fanciulla con un incantesimo, svuotandone completamente l’intelletto e la memoria. Soddisfatto del risultato, il drago si ritirò. Mablung, che guidava la sfortunata spedizione, cercò di riportare almeno la fanciulla indietro nel Doriath, ma invano: lui e i pochi superstiti all’assalto del drago furono attaccati da una schiera di orchi, e Nienor, in preda al panico, fuggì, e non fu possibile seguirla.Nel frattempo, Túrin raggiunse la sua vecchia casa nel Dor-lómin, solo per trovarla completamente abbandonata. Dopo aver saputo che Brodda, il capo degli Esterling, aveva preso in moglie Aerin, una sua parente, ed aveva così preso possesso delle sue terre ed i suoi beni, si recò da questi per avere notizie della sorte della madre e della sorella. Accolto in malo modo dal neoacquisito parente, riuscì comunque ad apprendere da Aerin degli spostamenti delle due donne; tuttavia, in uno scatto d’ira, uccise l’arrogante Brodda, esponendo però così Aerin e i rimanenti superstiti della casata di Hador ad una persecuzione ancora più dura da parte degli Esterling. Per questo motivo, quando Tùrin si rimise in viaggio, tanto i primi quanto i secondi appresero con gioia la notizia.Túrin cercò allora di rimettersi sulle tracce degli orchi che avevano rapito Finduilas, ma era ormai troppo tardi: quando riuscì a rintracciare la pista, gli uomini dei boschi del Brethil lo informarono di aver annientato gli orchi, e che la fanciulla elfica che era loro prigioniera era spirata. Alla notizia, Túrin collassò al suolo, e gli uomini del Brethil lo portarono con loro nei boschi dove dimoravano. Nel Brethil Túrin cercò nuovamente di riprendere in mano le fila della sua esistenza, proclamandosi Turambar (Padrone della sorte), in spregio del Fato di Morgoth, ed adattandosi all’esistenza discreta e clandestina che il popolo del Brethil conduceva, unico loro riparo contro le rappresaglie degli orchi.Durante una delle sue scorrerie nei boschi, Túrin incontrò improvvisamente una ragazza: era nuda, sporca e si comportava come un’animale selvatico privo di senno: era Nienor; tuttavia non avendola mai vista, non riconobbe la sorella. Túrin condusse la ragazza con sé nel Brethil, le diede come nome Níniel (Fanciulla in lacrime) e se ne innamorò, per poi sposarla. Anche Brandir lo zoppo, signore degli Haladin del Brethil era innamorato di Níniel, ma per quest’ultima non esisteva che il marito.Incominciò così per Túrin quello che probabilmente fu il periodo più sereno della sua esistenza; durante questo periodo Níniel rimase incinta.

Purtroppo, la serenità fu di breve durata: Glaurung si mosse di nuovo, ed insieme ai suoi orchi sembrava puntare proprio verso il Brethil: Túrin assunse il comando degli uomini del Brethil, relegando in secondo piano il meno risoluto Brandir; ma la situazione lasciava poco scampo: con gli orchi scappare e nascondersi forse sarebbe stato sufficiente, ma non c’erano speranze di sfuggire al drago: per questo Túrin decise di intraprendere, insieme ad altri due coraggiosi, una missione suicida: affrontare il drago di soppiatto per trafiggerlo al ventre, la sua unica parte vulnerabile.

Dell trio, Túrin fu il solo a riuscire a strisciare sotto il ventre del drago, nella gola del Cabed-en-Aras e a trafiggerlo a morte con la sua spada nera. Ferito alla mano da un fiotto del sangue della creatura, Túrin svenne e fu così che lo trovò accanto al drago morente la moglie la quale, disubbediendo a Brandir, volle tornare indietro, seguita da questi, a cercare il marito. Con un ultimo rantolo di vita, Glaurung riuscì a riaprire gli occhi e a fissare Níniel, spezzando l’incantesimo di oblio che la avvolgeva, rivelandole la vera identità del suo sposo e commentando, con una finale zaffata di odio “…Ma la più terribile delle sue imprese la sperimenterai su te stessa…”: era infatti incinta del figlio del suo stesso fratello. Sconvolta dall’orrore, Nienor corse via impazzita, e Brandir non riuscì a raggiungerla, e fece solo in tempo a vederla togliersi la vita, gettandosi da una rupe.

Risvegliatosi dal deliquio e raggiunta la sua gente, Túrin chiese notizie della moglie; incredulo di fronte alla storia raccontatagli da Brandir, in preda all’ira lo uccise, scappando nei boschi, dove lo trovò Mablung, il quale purtroppo confermò il racconto di Brandir. Incapace di sopportare oltre il peso dell’esistenza, Túrin pose fine ai suoi giorni, gettandosi sulla sua spada.

Il suo cadavere fu seppellito vicino al tumulo dove giacevano le spoglie di Finduilas, e sulla sua lapide fu scritto:

TÚRIN TURAMBAR DAGNIR GLAURUNGA
(Túrin, Padrone della sorte, uccisore di Glaurung)

Sotto fu scritto anche

NIENOR NÍNIEL

Ma il corpo della ragazza non fu mai ritrovato.

 

« Nienòr guardando Turin gridò: “Addio due volte amato!

A Túrin Turambar turún’ ambartanen: dominatore della sorte dominato dalla sorte!

Felice tu che sei morto! »

 (Il Silmarillion – J. R. R. Tolkien

Túrin Turambarultima modifica: 2007-07-27T11:55:00+02:00da goldeneye73
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